Non è possibile dimenticare le guerre e ciò che sono le conseguenze. Non è possibile dimenticare chi ne trae profitti. Da sempre si tratta di poteri economici e di geopolitica, di POTERE e subalternità. Il 24 maggio ho sentito alla radio che ancora oggi le spese militari in alcuni paesi superano altre spese più importanti. Ad es in Asia.
Io non ho tempo di avere sempre un libro o un giornale in mano e di fare citazioni ma posso fare comunque le mie riflessioni e dirle con le mie parole.
Si è vero i nostri soldati hanno anche garantito l’ordine pubblico e costruito infrastrutture e dato assistenza medica ma a quale costo? E le loro morti (da “repubblica” del 7 maggio….Trenta sono i militari italiani morti in Iraq) ….e tutto quel che ho detto prima……Non basta a dar medaglie? Ma le vittime non sono solo i soldati italiani e gli altri soldati? E le migliaia di persone che sono state trucidate a Falluja, a Ramadi, torturate ad Abu Graib, bombardate nei villaggi afgani o saltate in aria e mutilate dalle clusters bombs sia in Afghanistan che in Iraq? (dall’appello di Don Ciotti), e i prigionieri torturati dai soldati americani?
Sempre nel suo post del 22 maggio si prendono in esame le posizioni di D’Alema facendo ipotesi tipo “furbizia, incapacità di prendersi le proprie responsabiltà, come il ritiro delle forze armate trasformata, in realtà, solo in una diminuzione del contingente (la metà di quello attuale) a protezione adeguata ed efficiente dei volontari italiani e relativo cambiamento della missione in Iraq da militare a civile”. S’ironizza sulla sua fama di intelligenza sopraffina e esagerata e sulle sue dichiarazioni. Bene…in proposito…a me sembra che non ci sia un gioco ma trasparenza e infatti leggo proprio da “repubblica” del 24 maggio la notizia “La decisione valutata dal ministero degli Esteri e quello della Difesa “a Nassiriya resteranno 800 soldati per garantire la sicurezza dei volontari civili. Con il rimpatrio anticipato delle nostre forze da Ottobre a Dicembre.
A proposito dell’affermazione dell’ amico di Alessio Brugnoli “Le nostre azioni non ci porteranno in Paradiso, ma sicuramente le nostre omissioni ci guideranno all'Inferno”….beh io sostengo che non esistono paradiso e inferno dopo la morte ma nella vita si! La guerra è l’inferno per i vivi.
E per terminare, a proposito di disprezzo per la guerra allego questo articolo-choc del sito di Repubblica e raccolto dal blog http://www.piccolegrandidonne.splinder.com./ e affermo che bisogna costruire una politica di pace e non dimenticare che la guerra, sia essa, civile o militare, da sempre, produce violenza di ogni tipo sino ad arrivare anche a violenze sessuali gratuite come quelle sulle donne e sui bambini e sulle bambine.

Guernica di Picasso
"Poiché le guerre cominciano nelle menti degli uomini, è nelle menti degli uomini che si devono costruire le difese della Pace"
Costituzione dell'UNESCO, 1947