EVVVVVAAAAAIIIIIIIIIIIIIIIII.......Siamo i CAMPIONI DEL MONDOOOOOOOOOOOOOO.....





EVVVVVAAAAAIIIIIIIIIIIIIIIII.......Siamo i CAMPIONI DEL MONDOOOOOOOOOOOOOO.....






A prua: guardo lontano
(INSPIRATION - photo challenge - "Sea and dream" - "Mare e sogno")
I SALTIMBANCHI...Nel mio post precedente, invece di commenti ho trovato 2 messaggi in anonimato…il n. 13 l’1-luglio e il n. 23 il 3-luglio. Pensavo che con la mia risposta, carina, al 1°messaggio, fossi stata chiara…ma invece ne ho ricevuto altro, e sempre anonimo e questa volta un po’ più complesso…allora? LO SCHERZO E’ BELLO SE DURA POCO…Non sai dirmi neanche “CHI SEI”…
Mi fa piacere avere sul mio blog una bellissima poesia di Aldo Palazzeschi…apprezzo chi porta cultura sul mio blog…e ancor di più se chi lo fà, si firma con nome e cognome.
| utente anonimo |
Comunque prendo spunto da questa provocazione e dico che è una deliziosa poesia…evidenzia la giocosità “il saltimbanco” che è nel poeta. Io mi ci ritrovo…e ritrovo anche quel pizzico di malinconia e nostalgia che sento dentro di me. Sono andata a spulciare brevemente in internet e ho trovato:

Pablo Picasso” Saltimbanco seduto” 1923
“La follia è la parola ben strana scritta dalla penna della sua anima, per testimoniare l'incoerenza delle trame affettive ed emotive del soggetto. Il poeta perde ruolo e importanza sociale, si ritrae su se stesso..melanconia e nostalgia lascerebbero intuire una sofferta psicologia crepuscolare. Ma l'identificazione metaforica con cui Palazzeschi connota il poeta è nuova, caricaturale, parodistica e un po' surreale. L'artista, che apre il suo cuore al pubblico, evidenziando gli stati dell'animo suo quasi con una lente, diviene saltimbanco, clown, sbeffeggiatore irriverente e trasgressivo, libero ed eversivo, imprevedibile. L'instabilità e la libertà irrequieta sono la cifra distintiva del nuovo poeta.”
Tratto da
http://www.valsesiascuole.it/crosior/1_intertestualita/palazzeschi_poesia.htm
Son forse un poeta?
No, certo.
Non scrive che una parola, ben strana,
la penna dell’anima mia:
follia.
Son dunque un pittore?
Neanche.
Non ha che un colore
la tavolozza dell’anima mia:
malinconia.
Un musico, allora?
Nemmeno.
Non c’è che una nota
nella tastiera dell’anima mia:
nostalgia.
Son dunque... che cosa?
Io metto una lente
davanti al mio cuore
per farlo vedere alla gente.
Chi sono?
Il saltimbanco dell’anima mia.