martedì, 25 marzo 2008

  AL CIMITERO 

“…Sono anni che non vado……compro i fiori che mi piacciono, cerco di ostentare serenità e pace dentro di me quando sono di fronte a…”

 

Da   LONTANO DALL’ESTATE  di Massimo Vasini

 

 

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martedì, 12 febbraio 2008

  "EMOTION" - Thursday Challenge   

Al mercato dell'Esquilino - Roma

SI RECITA A SOGGETTO

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categoria:viaggi, ritratti, b/n , thursday challenge
martedì, 18 dicembre 2007

    CIAO ...GINA   

L’arrivo delle lettere, quelle alla nonna e quelle ai fratelli…

La carta sembrava una velina per quanto era sottile e poi la busta bianca con una striscia colorata intorno, era bassa e lunga, rettangolare.

La scrittura di mio padre sotto la lampada, sembrava un ricamo su carta.

Prima ascoltavo le parole…poi ho imparato a leggerle…

Appartengono alla mia memoria, ai tempi lontani.

Le immagini, i suoni, tutto è sfocato. Le voci rimbombavano dentro una cabina telefonica, all’interno di un negozio.

Quanta gente aspettava il turno e poi la chiamata.

 

Un lungo intervallo ha interrotto la comunicazione e poi le attese sono diventate lontane.

 

Inspiegabile per me.

 

Ho fatto domande ma vaghe sono state le risposte ottenute.

Ormai grande e matura per decidere da sola, ho ripreso la comunicazione. Era ora di rimettere insieme i cocci….da poco era andato via Mingo, il più piccolo dei tre fratelli rimasti in America.

 

Un bel giorno ho telefonato.

 

Desideravo riprendermi  quella parte della mia storia che pian piano si era distaccata da me.

 

Al telefono, Gina udiva la voce di una donna e non la riconosceva…ricordava quella della bambina che aveva lasciato moltissimi anni dietro.

Quanto tempo era passato….

Chiede, chiede, chiede….racconta….ascolta. Quante informazioni sono passate attraverso quel filo, notizie di circa 35 anni racchiuse in voci commosse.

Una voce invecchiata dall’altra parte del filo…che parla di sofferenze e malattie, di stenti e sacrifici.

Quando ho chiuso la telefonata ero ricca di emozioni e di tanti piccoli tasselli che avrei dovuto mettere insieme come in un puzzle.

 

C’era stata la corsa in Venezuela…subito dopo la guerra, la famiglia si è smembrata. Felipa ha accompagnato suo marito con il seguito dei suoi primi piccoli, Gina, ostacolata da qualcuno in famiglia, innamorata, ha seguito il suo cuore, in seguito deluso…. Mingo voleva  un lavoro che gli permettesse di farsi una famiglia. Michele voleva diventare un famoso musicista.

Era la terra dei soldi.

Era la terra del sogno.

Alla nave, anche donne con la pancia che avrebbero fatto figli venezuelani all’arrivo.

In quella parte del mondo, era sufficiente una piccola poltrona per fare barba e capelli per poter ricostruire una serenità economica. Oggi sembra un film ma è la nostra realtà tra gli anni 45 e 50.

 

Avevo solo 3 anni, quando per la prima volta ho visto Gina.

Il mio pensiero corre alle sue attenzioni.

Una bella e sensibile donna.

Erano arrivati gli americani…così si diceva…

Mi aveva regalato il mio primo occhiale da sole che infilavo sul mio nasino per andare a spasso sulla carrozzella tra Gina e Vezio, il compagno che aveva scelto di  amare e con cui mettere al mondo la loro preziosissima figlia.

A casa della nonna Mariuccia, scorrevano i filmati super 8, anche a ritroso…ci si soffermava per vedere solo i momenti di festa, i cugini, gli zii altri e poi racconti che non finivano mai.

A casa, di mamma e papà, grandi preparativi….succulenti pasti di cui ricordo i sapori antichi….una buona mollica fritta cospargeva una pasta fettucciata con bordi arricciati.

Il profumo era intenso quando sfumava quel goccio di vin cotto.

E poi in giro per la città, lunghe passeggiate.

Ricordo la partenza per il rientro, da Napoli. Grandi navi.

 

Ho rivisto Gina quando avevo 6 anni e poi a 9.

 

Chi sa a quando il prossimo incontro!

Poi, basta.

 

Ancora per un po’ di tempo, sono arrivati pacchi da quelle lontane terre.

Pezzi di stoffe coloratissime, avanzi di lussuosi abiti.

Gina dava, col suo raffinato gusto un tocco di eleganza agli abiti delle sue clienti e poi inviava gli avanzi dei tessuti in Italia.

Il mio primo abitino importante, da sera, giovane ed elegante è stato creato proprio con quei tessuti. Era verde di taftà e il corpino di pizzo dello stesso colore, tagliato sotto il seno, uno splendido tubino.

Forti emozioni all’arrivo di quei pacchi legati con lo spago, l’attesa e poi lo sfilare dei colori ad uno ad uno.

 

A cavallo tra il natale e il capodanno, 2000-2001, sono andata in Venezuela, ho rivisto quella splendida figura femminile con il suo dolore dentro e nelle mani e con le sue gioie fuori, Patrizia con le sue bellissime bambine. Quelle mani che le hanno permesso di vivere e di dare una vita dignitosa e rispettabile a se e a sua figlia, desiderata per tanto tempo e amata per tutta la sua vita.

L’ho stretta tra le braccia per l’ultima volta, quando sono andata via ed è così che voglio ricordarla stretta a me.

Ciao Gina

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